Primo Piano

L'8 agosto è il giorno in cui comincia il sovra sfruttamento della Terra.

   

Sono esaurite, come calcolato dal Global Footprint Network (www.footprintnetwork.com), le risorse naturali rinnovabili del 2016 e si dovrà ricorrere ancora una volta all'utilizzo di quelle delle future generazioni.

Una situazione ormai chiaramente iniqua e insostenibile, come documenta questa infografica:

 
   

Riprendendo la Dichiarazione di intenti dei soggetti che aderiscono al Forum MyBES "si fa sempre più urgente assumere un nuovo paradigma di sviluppo in cui equità e sostenibilità non siano più "risorse" subordinate agli interessi economici, ma oppurtunutà rispetto alle quali ripensare le politiche ed i sistemi di produzione e di consumo per "passare da un mondo fondarto sulla quantità ad un mondo che assuma come valore la qualità: della vita, dei rapporti tra gli uomini, dei rapporti tra l'uomo ed il pianeta"".

L'Accordo di Parigi sul clima, l'Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile hanno segnato un punto di svolta epocale: occorre ora agire per renderli realtà.

Nel nostro Paese, per decisioni assunte dal legislatore, gli indicatori BES diventano riferimento esplicito del percorso di politica economica. La direzione presa è giusta, occorre valorizzarla coinvolgendo Parti sociali e società civile.

 

 

 

Approvata la riforma della legge di Bilancio.
Il BES diventa riferimento esplicito del percorso di politica economica.

 

La legge prevede che, in un apposito Allegato al Documento di Economia e Finanza (DEF), venga svolta un’analisi a consuntivo dell’ultimo triennio degli indicatori di benessere equo e sostenibile (i BES), selezionati e definiti, sulla base dell’esperienza maturata a livello nazionale e internazionale.

Nello stesso Allegato dovranno entrare le previsioni per il triennio successivo dell’andamento degli indicatori alla luce degli obiettivi di politica economica contenuti nel Patto di convergenza, nel Patto di stabilità interno e nel Programma nazionale di riforma. Le proposte verranno misurate alla luce dell’impatto che avranno sul benessere dei cittadini. E’, inoltre, prevista una Relazione al Parlamento entro il 15 febbraio sugli effetti della Legge di bilancio del triennio in corso sugli indicatori.

Gli indicatori verranno scelti da un Comitato presieduto dal Ministro dell’economia o da un suo rappresentante e di cui fanno parte il Presidente dell’ISTAT, il Governatore della Banca d’Italia, o loro delegati, nonché due esperti nella materia con comprovata esperienza scientifica.

Il valore positivo ed innovativo delle scelte del legislatore sarà significativamente influenzato dalle risposte che verranno date ad una ineludibile domanda che poniamo come Forum MyBES.  

Quando, dove e come avranno un ruolo i rappresentanti delle parti sociali e della società civile, costituenti un sistema sensoriale che esprime dinamicamente e dà valore ad elementi essenziali per definire gli indicatori BES?

 

 

 

Gli indicatori BES: un approccio originale per avere "occhi nuovi"

di Elio Ciaccia (*) e Gabriele Olini  (**)

 

Il 2015 potrebbe restare negli annali per una nuova consapevolezza. I leader politici di tutti i Paesi hanno affermato, coralmente e solennemente, con l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile e l’Accordo di Parigi sul clima, che il benessere delle persone e dei popoli passa attraverso una scelta radicale, epocale: l’assunzione di una nuova visione dello sviluppo le cui connotazioni forti ed imperative sono la sua sostenibilità legata alle risorse del pianeta e l’equità nella diffusione e nelle opportunità di accesso. La crisi economica, come le sfide sociali ed ambientali che abbiamo davanti, i loro riflessi sulle espressioni di partecipazione dei popoli - nelle stesse democrazie mature - non sono affrontabili con strumenti di ordinaria amministrazione; né con interventi singolarmente concepiti e gestiti.

La politica ha necessità di un quadro più ampio, a 360 gradi, da cui poter osservare ed intervenire nella realtà concreta; un sistema di valutazione e intervento che tenga conto della multidimensionalità del benessere, della necessità di non lasciare indietro nessuno e di pensare a ciò che lasciamo ai nostri nipoti e oltre.

E’ questo lo sviluppo equo e sostenibile, che dobbiamo accettare come obiettivo permanente.

... continua ...

 

 

Giugno segna 14 mesi consecutivi di caldo record per il mondo

http://www.noaa.gov

 

June 2016 Global Significant Events Map (NOAA NCEI)

Il più caldo degli ultimi 137 anni e gli eventi registrati confermano l'urgenza di scelte politiche, non indolori, per un nuovo equilibrio tra esigenze di sviluppo, sua diffusione - su scala locale e globale - e sostenibilità ambientale.

 

 

 

In evidenza

Il dialogo sociale via maestra per uno sviluppo equo e sostenibile

Claudio Falasca: del Forum per la promozione dello sviluppo sostenibile

 

La recente costituzione della “Alleanza per lo sviluppo sostenibile” (Asvis) presentata alla Camera dei Deputati l’11 marzo 2016 con la partecipazione della Presidente della Camera dei Deputati e del Ministro dell’Ambiente, sollecita alcune riflessioni e interrogativi.

Una coerente transizione allo sviluppo equo e sostenibile significa una vera e propria rivoluzione dei modelli di produzione e di consumo in cui verranno coinvolti direttamente nei loro interessi, imprese, lavoratori, cittadini, istituzioni. Sottovalutarne potenzialità e implicazioni sarebbe un errore molto grave. Occorre, invece, essere consapevoli che la valutazione, preventiva e condivisa, delle implicazioni che derivano dalla transizione ha un significato importantissimo sulla possibilità di attuarla con il massimo del consenso ed efficacia. È esperienza consolidata che le politiche sostenibili pur se condivise in via teorica dalla maggioranza dei cittadini, in quanto si propongono il miglioramento delle loro condizioni di vita, tuttavia, una volta che assumono il carattere concreto di specifici interventi, vanno ad impattare nel bene e nel male su interessi particolari, collettivi e/o individuali.

 

 

Gli aderenti segnalano

"Il BES, indicatore per la nuova economia"

 

Newsletter del 14 giugno 2016 di Nuovi Lavori.

http://www.nuovi-lavori.it/index.php/home-newsletter

 

"Verde è il futuro del lavoro. Piano del Lavoro e Sviluppo sostenibile"

 

Link al portale CGIL con il Report e i materiali del convegno che si è svolto il 31 maggio u.s.

http://www.cgil.it/futuro-del-lavoro-nella-green-economy/

 

 

 

 

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